Si apre un nuovo capitolo per Blubrake, la deep tech italiana che punta a rendere la frenata assistita uno standard per tutte le e-bike. Dopo anni di sviluppo tecnologico e validazione sul mercato, l’azienda accelera la propria crescita grazie a nuovi capitali e partner industriali internazionali.
Le biciclette elettriche sono ormai parte integrante della mobilità urbana e outdoor. In Italia, nel 2024, ne sono state vendute 274mila, mentre a livello globale il mercato valeva 36,6 miliardi di dollari nel 2023. Solo in Cina circolano circa 380 milioni di e-bike. Nonostante questi numeri, soltanto una minima percentuale dei modelli in commercio è dotata di Abs (Anti-lock Braking System), il sistema che impedisce alle ruote di bloccarsi durante le frenate brusche. Se per le automobili l’Abs è obbligatorio in Europa dal 2004, nel mondo delle e-bike la sua diffusione è ancora limitata. Le ragioni sono soprattutto tecniche: integrare un sistema antibloccaggio su una bici elettrica richiede soluzioni estremamente compatte, leggere e capaci di reagire in tempi rapidissimi. A differenza di auto e moto, nelle e-bike il peso del rider è predominante rispetto a quello del mezzo. Questo rende la dinamica della frenata più variabile e complessa da gestire. Inoltre, le ruote più piccole e leggere tendono a bloccarsi molto più rapidamente, richiedendo una risposta elettronica immediata e precisa.
Fondata nel 2015 come spin-off del Politecnico di Milano, Blubrake ha sviluppato una tecnologia proprietaria specifica per biciclette elettriche e veicoli elettrici leggeri, depositando oltre venti brevetti internazionali. Il sistema è progettato per integrarsi nel telaio senza comprometterne design, peso o maneggevolezza, elementi fondamentali per produttori e utenti finali.
L’obiettivo è ambizioso: trasformare l’Abs da soluzione di nicchia a standard di mercato nei prossimi 4-5 anni, in particolare nei segmenti urbani e commuter, dove pioggia, traffico e incroci rendono le frenate improvvise una situazione quotidiana. Il 2025 rappresenta un punto di svolta per l’azienda. Dopo un aumento di capitale chiuso ad aprile, Blubrake ha raccolto ulteriori 2,5 milioni di euro in un round guidato dal gruppo indiano Suprajit e da Primo Capital tramite il fondo Primo Climate.
Negli anni precedenti, la società si è concentrata sulla costruzione delle fondamenta: sviluppo tecnologico, consolidamento del know-how interno, crescita del team e validazione della prima generazione di prodotto. Ora si apre una fase diversa, orientata alla scalabilità internazionale, con una struttura commerciale più solida e partner industriali strategici. Per Primo Climate, primo fondo italiano interamente dedicato al climate tech, la sicurezza è un tassello chiave della transizione verso la mobilità elettrica. Non basta sostituire il motore termico con uno elettrico: servono tecnologie complementari che rendano questi mezzi realmente sicuri e adatti a un utilizzo diffuso. Le e-bike, incluse le cargo bike per le consegne urbane, possono contribuire in modo significativo alla riduzione delle emissioni e del traffico nelle città. Tuttavia, la loro adozione su larga scala dipende anche dalla capacità di garantire standard di sicurezza elevati