In un arco di dieci anni, le traiettorie possono mutare radicalmente. È possibile abbandonare il settore del marketing per dedicarsi all’agricoltura, identificando un interesse che forse era sempre esistito. Allo stesso modo, si può sviluppare una presenza costante nelle gastronomie specializzate di Roma. Il percorso può partire da zero, a Giano dell’Umbria, più precisamente a Villa di Macciano: un’azienda familiare da ristrutturare e un ulivo secolare a cui osservare come punto di riferimento.
Claudia Pompilj, romana con diciotto anni di esperienza nel settore pubblicitario e una comunicativa vivace che cela una naturale riservatezza, ha portato a termine il progetto. Nelle confezioni, nelle etichette e nel logo si riflettono le sue competenze professionali, mentre il contatto con la terra è avvenuto gradualmente, con attenzione e ascolto. Dopo dieci anni di Oro di Giano, l’impegno nei confronti del territorio ha dato risultati tangibili.
Il 2013 è ricordato da Claudia come l’anno della crisi. La situazione non è durata a lungo: nell’ottobre 2016 ha iniziato la produzione di olio, con il supporto di un collaboratore presente in azienda già prima del suo arrivo, probabilmente l’unico convinto del progetto fin dall’inizio. “È stato un progetto di cuore, conoscevo le regole del marketing ma in questo caso non le ho applicate. Ho creato il logo e l’ho chiamato Oro di Giano, come la divinità romana che unisce passato e futuro.”
Il primo prodotto ottenuto fu un olio fruttato leggero, denominato “DOP Umbria Colli Martani” e, poco dopo, distribuito da Castroni a Balduina. Dopo aver seguito un corso di analisi sensoriale come tecnico di frantoio, Claudia ha avviato la seconda stagione con il suo primo monovarietale, il San Felice. Tra i progetti in corso, l’accoglienza rappresenta una priorità: la stalla è stata ristrutturata e a breve toccherà alle camere. Nel frattempo, una visita in azienda permette comunque di vedere l’“Olivone”, un albero secolare considerato dalla titolare un punto di riferimento simbolico.