La Sicilia rafforza il proprio ruolo di laboratorio politico e istituzionale per l’innovazione sostenibile, mentre il modello dell’intergruppo Ecodigital compie un passo decisivo verso una dimensione interregionale. L’estensione alla Campania è stata ufficializzata a Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, durante l’evento “Costruire il futuro”, promosso dalla Rete Ecodigital, da anni impegnata nel favorire il dialogo tra istituzioni, imprese, mondo dell’innovazione e società civile. Un contesto partecipato, che ha riunito esperti, startupper, artigiani, giovani professionisti e innovatori, mettendo al centro il tema della transizione ecologica e digitale come leva strategica di sviluppo territoriale.
L’iniziativa ha segnato l’avvio formale di un intergruppo ispirato al progetto già attivo all’Assemblea regionale siciliana, replicando un modello di collaborazione trasversale che punta a superare le divisioni politiche in nome di obiettivi condivisi. La nascita dell’intergruppo in Campania all’interno del Consiglio regionale rappresenta un segnale concreto di attenzione verso politiche pubbliche orientate alla sostenibilità, alla digitalizzazione dei processi e alla valorizzazione delle competenze locali. In un quadro nazionale ancora caratterizzato da ritmi disomogenei, l’iniziativa si propone come acceleratore di buone pratiche e come spazio di confronto operativo.
Al centro dell’incontro il contributo della deputata regionale siciliana Jose Marano, presidente dell’intergruppo Ecodigital all’Ars, che ha evidenziato i risultati ottenuti grazie a un lavoro di rete costruito nel tempo. Un percorso che ha già portato allo stanziamento di risorse dedicate alla formazione degli studenti sui temi ambientali e digitali, con l’obiettivo di rafforzare competenze chiave per il futuro e di rendere i giovani protagonisti del cambiamento. L’impegno, secondo quanto emerso, è quello di riproporre il fondo anche nel 2026, confermando una visione di medio-lungo periodo.
Tra le direttrici di intervento ricordate figurano iniziative legislative legate alla tracciabilità agroalimentare tramite blockchain e all’impiego dell’intelligenza artificiale nella prevenzione degli incendi, esempi concreti di come l’innovazione tecnologica possa essere applicata a settori strategici con ricadute ambientali e sociali positive. L’allargamento del progetto alla Campania è stato descritto come un passaggio rilevante per l’intero Paese, soprattutto in una fase in cui la sostenibilità ambientale e la trasformazione digitale richiedono un maggiore coordinamento istituzionale e una comunicazione più efficace verso i cittadini.
A ribadire il legame tra ambiente e tecnologia è intervenuto Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione Univerde e promotore della Rete Ecodigital, sottolineando come le due transizioni debbano procedere in modo integrato. Occasioni di confronto come quella campana, è stato evidenziato, permettono di trasformare idee e progetti in opportunità reali di crescita economica e sociale, contribuendo anche a contrastare l’emigrazione giovanile. Valorizzare competenze, innovazione e visione strategica sui territori diventa così una priorità per costruire una nuova classe dirigente capace di guidare lo sviluppo sostenibile del Paese.