Alessandro Benetton: cosa ho imparato da LinkedIn

È ai giovani in particolare che Alessandro Benetton guarda nella sua attività social. “Tempo fa ho cominciato un percorso, insieme a voi. È stato il mio percorso sui social media. Mi ha sempre affascinato l’idea di fare storytelling digitale, in particolare tramite la comunicazione video. Per questo sono sbarcato, ormai tanti anni fa, su YouTube. Molti di voi forse mi hanno iniziare a seguire proprio da quel canale” scrive in un post pubblicato recentemente su LinkedIn in cui si sofferma sulle “tante forme” che può assumere lo storytelling digitale.

Ogni canale, infatti, ha un po’ le sue regole. Queste evolvono velocemente e bisogna essere dei praticanti sul campo per restare al passo. Come nel business, se ci pensate. La teoria è importante ma ha i suoi limiti e deve essere arricchita dall’esperienza concreta”: parlando ad esempio di LinkedIn, Alessandro Benetton riflette su come siano motivazioni simili a spingere molti di noi ad usarlo. “Parlare della carriera o, in generale, autopromuoverci come lavoratori”: ad avvicinarlo in particolare al mondo di LinkedIn è stato “scoprire la centralità che riveste anche per i giovani”. È a loro che “sono rivolti molti dei miei pensieri online, e con loro mi piace confrontarmi”: poterli ritrovarli su LinkedIn è quindi “fonte di stimolo”.

Nel post Alessandro Benetton racconta come a incuriosirlo sia stato proprio l’interesse dei suoi figli per la piattaforma: “Li appassiona, li aiuta a capire il mondo attorno a loro. Si avvicinano al mercato del lavoro e sviluppano intorno ad esso una maggiore consapevolezza. Condividono la loro parte più “seria”, quella che riguarda il loro pensiero, il loro futuro e la loro carriera. E come loro, anche tanti altri ragazzi – ma anche tante persone meno giovani”. LinkedIn inoltre si presta anche per sperimentare “contenuti più leggeri, che non riguardano strettamente il percorso lavorativo ma in qualche modo, magari, lo impattano”.

Fondamentale secondo Alessandro Benetton è che la nostra identità online, non solo quella dei ragazzi ma di tutti, rifletta chi siamo nella realtà offline: “LinkedIn consente di accelerare relazioni che hanno un risvolto nella vita di tutti i giorni. Per questo, nell’esporsi, ritengo si debba restare fedeli a se stessi”.

Maggiori informazioni qui: https://it.linkedin.com/pulse/cosa-ho-imparato-da-linkedin-alessandro-benetton

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