Paola Severino: “Con legalità e merito risultati straordinari. Raccomandazioni? Fare in modo che non arrivino”

In Italia è ancora forte la percezione che per fare carriera ci sia bisogno di una rete di relazioni. In parole povere, essere “raccomandati”. Da anni nel Paese si discute di meritocrazia e di come valorizzarla ma nei fatti la raccomandazione è un fenomeno che non è mai sparito, anzi. Secondo gli ultimi dati Eurostat, in Italia circa il 77% delle persone che cerca lavoro si rivolge ancora a familiari e amici. Per Paola Severino, neo Presidente della Scuola Nazionale dell’Amministrazione, si tratta di un problema culturale. Ospite a “L’intervista – Versione D”, in onda su Sky TG24, l’ex Ministro della Giustizia ha dichiarato: “La raccomandazione è un’apparente scorciatoia, e come tutte le scorciatoie abbreviano il percorso. Ma in questo caso non portano alla meta giusta. Credo che se continueremo ad insegnare che legalità e merito devono andare insieme, raggiungeremo dei risultati straordinari”. Professore universitario, rettore, avvocato, e oggi Vicepresidente Luiss, Paola Severino spiega che per contrastare il fenomeno è necessario agire alla radice, evitando che si creino le condizioni e facendo in modo di bloccare in anticipo eventuali “richieste”: “Mi viene in mente una serie di scelte importanti che ho dovuto fare come presidente di una commissione di eccellenza per le università. Gli interessi erano tantissimi, ma riuscii a sgominare qualunque tentativo di raccomandazione, terminando quel concorso, quella selezione, prima del termine”. Durante l’intervista la professoressa si è soffermata sulla sua recente nomina come Presidente della SNA. Un incarico affidatole dal Presidente Draghi e dal Ministro Brunetta con l’obiettivo di migliorare la Pubblica Amministrazione partendo dalla formazione: “Poter contare su una PA più competente, più efficiente può rendere dei servizi straordinari al Paese – ha detto Paola Severinoe i cittadini, se avranno dei servizi efficienti, avranno anche a che fare con un Paese più equo: la distribuzione dei servizi rappresenta un modello straordinario per erogare servizi in maniera distribuita, senza che esistano delle mancanze e delle carenze”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

18 − quattordici =