Renato Mazzoncini: A2A, “Life Company” tra transizione energetica ed economia circolare

“Nei prossimi anni l’economia circolare attirerà sempre più l’interesse degli investitori perché rappresenta al contempo il più grande problema da affrontare e la più grande opportunità”: non a caso “nel nostro Piano decennale abbiamo messo 10 miliardi di euro sulla transizione energetica e sei miliardi sull’economia circolare solo perché il primo comparto è più maturo, ma probabilmente quando faremo il piano decennale 2025-2035 i due valori si invertiranno”. Lo ha sottolineato l’AD di A2A Renato Mazzoncini nell’intervista dello scorso 2 luglio a “Quotidiano Energia” parlando del percorso di evoluzione da multiutility a “Life Company”.
L’AD ha inoltre fatto il punto sull’accordo con Ardian e sulle prospettive del settore: “Il mondo dell’energia sta assistendo a rapidi cambiamenti per il fatto che il market design va ridefinito in funzione degli obiettivi UE al 2030. Usciamo da un meccanismo centralizzato di aste ed incentivi. Questo ha semplificato il campo di gioco e consentito l’ingresso dei Fondi e di un’infinità di piccoli attori che prima si occupavano di tutt’altro”. D’altronde “nel momento in cui dobbiamo fare +70 GW di Fer al 2030 che andranno a mercato, o sei un’azienda energetica o diventa difficile fare l’attore in questo settore”: dunque, come ha spiegato Renato Mazzoncini, per questo “molti Fondi escono, cedendo gli impianti pochi anni prima che scadano gli incentivi”. In questa prospettiva sono due le categorie che per l’AD di A2A è possibile individuare oggi: “I Fondi che usciranno dal settore per cercare opportunità di investimento più ‘facili’ e quelli che vorranno continuare a investire, come Ardian. E a mio avviso lo faranno come soci di minoranza di un progetto industriale”.
A2A è la seconda azienda energetica del Paese: “Possiamo accelerare il nostro Piano avendo a disposizione più equity”. Da questo punto di vista, come osserva l’AD nell’intervista, “noi siamo limitati dal fatto che un aumento di capitale porterebbe a una diluizione dei nostri soci storici, mentre l’apporto di equity in una sub-holding dedicata all’energia consente di mantenere la struttura del capitale di A2A Holding, che funziona molto bene”. Renato Mazzoncini si è detto “fermamente convinto” che saranno in molti a seguire A2A “su questa strada che consente di soddisfare i reciproci obiettivi: l’azienda industriale aumenta la propria quota di mercato e il Fondo ottiene una redditività in una logica di diversificazione di portafoglio”.

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