Pietro Vignali, l’ex Sindaco di Parma assolto dopo 10 anni: l’intervista a “Fatti e Misfatti”

“Dieci anni sono un’eternità nella vita di una persona, soprattutto in un mondo in cui siamo abituati a contare anche i minuti, soprattutto se si tratta di accuse tanto infamanti quanto inconsistenti”: sono le parole di Pietro Vignali, ex Sindaco di Parma, di recente protagonista di una puntata del programma televisivo “Fatti e Misfatti”, condotto dal giornalista Paolo Liguori.
Accusato per una presunta assunzione clientelare di 18 dirigenti per il Comune di Parma, nonché di un danno erariale pari a 3 milioni di euro, Pietro Vignali ha ricevuto l’avviso di garanzia nel febbraio 2010 per essere assolto da tutte le imputazioni soltanto nel marzo 2021. Il PM ha riconosciuto solo di recente che il procedimento era basato su errori investigativi e la totale insussistenza della notizia di reato.
L’ex Sindaco, durante la trasmissione, si è dichiarato “sollevato ma amareggiato. Non cerco vendetta, mi bastano le parole del PM”.
Questa vicenda è simbolo della “giustizia lumaca” che troppo spesso caratterizza i procedimenti giudiziari nel nostro Paese. “Quando ricevetti l’avviso di garanzia ero sindaco di Parma. Era una bella giornata, ma di lì a poco iniziò a grandinare. Così, anche nella mia vita, nel giro di un giorno la notizia rimbalzò su tutta la stampa nazionale come se fossi già stato condannato”, ha raccontato Pietro Vignali. Il danno fu enorme non solo dal punto di vista politico o personale ma anche perché si paralizzò a lungo l’attività di tutto il Comune in quanto veniva messa anche in dubbio la validità degli atti firmati dai dirigenti, di cui si era diffidenti in merito all’assunzione, e i dirigenti apicali che li avevano nominati (anch’essi indagati) erano poi restii a firmare nuovi atti.
Ora prosciolto dalla Procura di Parma e riabilitato dal Tribunale di Bologna, l’ex Sindaco ha subito un danno alla propria immagine, si è visto privato del suo ruolo ed è stato pesantemente danneggiato e screditato dalla vicenda. La Corte d’Appello di Bologna ha condannato il Ministero della Giustizia riconoscendo il “danno alla sua carriera politica da Sindaco indotto alle dimissioni”, come riporta il dispositivo della Corte. Come risarcimento gli è stata sottoposta una cifra irrisoria, più simbolica che risolutiva. “Non credo ci sia proporzione tra la cifra e l’entità dell’indagine”, ha commentato Pietro Vignali che medita il ricorso. “La politica dovrebbe prendere in mano l’idea di una riforma della giustizia liberale e autenticamente garantistica, che incida sui tempi e sulle responsabilità civili dei magistrati.”

Per visualizzare il video dell’intervista:
https://www.youtube.com/watch?v=LaLonyI80W8

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