Economia

MAIRE accelera nel 2026: crescita a doppia cifra e titolo ai massimi storici sotto la guida di Fabrizio Di Amato

Primo trimestre 2026 sopra le attese per MAIRE, che consolida il proprio percorso di crescita internazionale con risultati finanziari in forte aumento e una performance record in Borsa. Il Gruppo fondato e presieduto da Fabrizio Di Amato ha registrato un utile netto di 76,7 milioni di euro, in crescita del 19,9% rispetto allo stesso periodo del 2025, accompagnato da un EBITDA pari a 131,2 milioni (+15,7%) e ricavi che hanno raggiunto quota 1,8 miliardi di euro (+7,6%).

A sostenere i risultati è stata soprattutto la crescita degli ordinativi, saliti a 4,8 miliardi di euro nel trimestre, oltre la metà dell’obiettivo fissato dal Gruppo per l’intero 2026. Il backlog complessivo ha così raggiunto i 15,7 miliardi di euro, confermando la solidità della pipeline industriale e commerciale di MAIRE sui mercati internazionali. L’andamento dei conti ha avuto un immediato riflesso a Piazza Affari, dove il titolo ha chiuso la seduta a 16,52 euro con un rialzo del 12,92%, segnando nuovi massimi storici. Un risultato che rafforza ulteriormente il posizionamento del Gruppo tra i principali operatori europei dell’ingegneria e delle tecnologie per la transizione energetica. Secondo l’Amministratore Delegato Alessandro Bernini, i numeri del trimestre confermano “la solidità e la resilienza del modello di business” della società. Una crescita sostenuta in particolare dalle attività della controllata Nextchem e dalla business unit Integrated E&C Solutions, che ha generato nuovi ordini per 4,7 miliardi grazie a contratti ad alto valore aggiunto nei comparti energia, petrolchimico e fertilizzanti. Importante anche la tenuta strategica del Medio Oriente, area chiave per il Gruppo nonostante le tensioni geopolitiche. MAIRE ha infatti continuato a sviluppare i propri progetti grazie a una campagna di approvvigionamento avviata nella seconda parte del 2025, che ha consentito continuità operativa e avanzamento delle attività industriali.

Il management guarda inoltre con attenzione alle opportunità generate dal nuovo scenario energetico globale. L’attuale contesto internazionale, secondo Bernini, starebbe spingendo numerosi clienti ad accelerare le decisioni di investimento, soprattutto in Asia e nei settori legati al trattamento del gas, alla petrolchimica e alla produzione di fertilizzanti, comparti sostenuti dall’aumento dei prezzi delle materie prime. Alla luce dei risultati del primo trimestre, il Gruppo presieduto da Fabrizio Di Amato ha confermato la guidance 2026, prevedendo ricavi compresi tra 7,5 e 7,7 miliardi di euro ed EBITDA tra 545 e 575 milioni.

Restano invariati anche gli obiettivi relativi agli investimenti industriali e alla posizione finanziaria netta. Continua intanto il percorso di crescita di Nextchem, che nel trimestre ha registrato ricavi per 140,6 milioni di euro (+46,2%) ed EBITDA pari a 32,3 milioni (+40,8%), con un margine del 23%. La società è inoltre impegnata nella valutazione di nuove operazioni strategiche nei settori del recupero dei minerali critici e del trattamento dei metalli, mentre il completamento dell’acquisizione del gruppo Ballestra è atteso entro le prossime settimane.

 

Per maggiori informazioni:

https://www.ilmessaggero.it/economia/news/maire_utile_sale_20_titolo_ai_massimi_storici-9503424.html

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