Gruppo Danieli, Gianpietro Benedetti: “Il nostro obiettivo è diventare il numero uno nei prossimi 3-4 anni”

Riqualificazione sostenibile degli impianti siderurgici: è uno dei focus di Gruppo Danieli, realtà guidata dal Presidente Gianpietro Benedetti che, a inizio anno, ha firmato un accordo con Saipem e Leonardo con l’obiettivo di proporre “progetti di riconversione sostenibile di impianti primari energy intensive nel settore siderurgico” fornendo “tecnologie e servizi volti a ridurre le emissioni di anidride carbonica del processo produttivo dell’acciaio per dare vita a un modello innovativo e sostenibile coerente con le attuali normative ambientali e con gli obiettivi nazionali e comunitari di riduzione delle emissioni di CO2 in linea anche con i target di riduzione stabiliti durante l’accordo COP di Parigi”. Un esempio sono le nuove Acciaierie d’Italia di Taranto (l’ex Ilva di Taranto): per il recupero del più grande stabilimento siderurgico d’Europa, le tre multinazionali hanno presentato un progetto volto a sostituire gli altoforni inquinanti con forni elettrici in grado di ridurre le emissioni del 75%. “Ormai sull’ambiente non si torna più indietro – ha affermato Gianpietro Benedetti – A Taranto ci sono problemi enormi ma anche ottime competenze, risanare le acciaierie è possibile. Bisogna fare training sui giovani e investire sulle competenze, come abbiamo fatto noi qui a Udine”. Un altro modello green è stato ideato per il Quality Wire Rod 4.0 di Cargnacco (Udine), l’impianto all’avanguardia inaugurato da ABS, la divisione Steelmaking di Gruppo Danieli che contribuisce a un miliardo di fatturato e che mira ad aumentare la produzione del 40%: lo stabilimento, con la più grande linea produttiva al mondo, sarà in grado di produrre 500.000 tonnellate l’anno di vergella con diametro dai 5 ai 25 millimetri esportate in 46 Paesi in tutto il mondo – raggiungendo un fatturato di 200 milioni di euro – e rappresenterà la prima acciaieria in grado di cambiare un laminatoio in soli 8 minuti grazie ai cambi automatici. L’investimento da 190 milioni di euro ha permesso di creare 158 posti di lavoro in più e introdurre meccanismi robotizzati e automatizzati consentendo ai dipendenti di controllare i processi da remoto e in totale sicurezza. Inoltre, l’utilizzo del forno di riscaldo brevettato da Gruppo Danieli garantirà la riduzione dei consumi del 20% e il riutilizzo del 50% dei materiali di scarto. Sostenibilità, transizione ecologica e innovazione sono quindi i valori centrali del Gruppo, che ormai si è affermato a livello globale e che compete con i rivali cinesi: “Un tempo – ha dichiarato Gianpietro Benedetti – c’erano una quarantina di player nell’impiantistica, oggi siamo una manciata, non ci sono più gli americani e noi siamo terzi, forse secondi al mondo. Il nostro obiettivo è competere con la Cina. Come? Abbassando i costi, grazie alla tecnologia, e “diventando cinesi” anche noi. Nel senso che la nostra attività in Cina, Danieli China, è ora diretta anche da un manager cinese, Chang Zhang”. Il Presidente di Gruppo Danieli ha poi concluso dichiarando: “Noi nel giro di 3-4 anni vogliamo diventare i numeri uno al mondo nell’impiantistica siderurgica. Per provarci abbiamo messo in discussione tutto, con in testa solo due cose: investire e innovare. Il prossimo impero economico per me sarà la Cina, quindi la sfida è con loro: è un Paese produttivo e creativo. Il nuovo manager cinese vale da solo un 25% di crescita”.

Per maggiori informazioni:
https://www.firstonline.info/acciaio-danieli-ilva-noi-ci-siamo-sugli-impianti-sfidiamo-la-cina/

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