IA e Covid-19, ICS Maugeri S.p.A. tra i protagonisti del progetto 4CE

È possibile evitare il decesso dei pazienti Covid-19 più gravi? Sì, grazie ai Big Data e all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale. Attraverso un progetto promosso dal consorzio internazionale 4CE, al quale ha preso parte anche ICS Maugeri S.p.A., è stato infatti possibile individuare i parametri clinici maggiormente coinvolti dall’infezione, permettendo quindi di intervenire in maniera mirata e tempestiva. Uno studio, partito nei primi mesi della pandemia, che ha analizzato i dati di 350 ospedali presenti in 6 Paesi e le cartelle cliniche di oltre 35mila ricoverati. “Nella prima fase l’attività è stata fondamentalmente descrittiva – ha spiegato Riccardo Bellazzi, responsabile del Laboratorio di Informatica e sistemistica di Maugeri – e ha dimostrato che le caratteristiche cliniche con cui i pazienti Covid arrivavano in ospedale erano simili fra loro: a Pavia come in Cina. Ora, nello studio che stiamo per pubblicare, abbiamo lavorato sulla gravità della patologia”. La seconda fase del progetto è stata dedicata alla stratificazione della popolazione secondo la gravità della malattia e alla scoperta dell’esistenza di elementi per prevedere l’evoluzione clinica dei pazienti. Secondo i dati analizzati finora, i pazienti più gravi (48% sul totale dei ricoverati) si trovano nella fascia d’età tra 50 e 70 anni. Segue la fascia 70-79 (gravi 47%), mentre tra i 25 e i 50 sono risultati gravi il 38% ma con la metà dei ricoverati. Riguardo i parametri clinici individuati, i valori più colpiti dal Covid-19 sono la Proteina C Rattiva (indice di infiammazione), Ldh, conteggio nei neutrofili, D-dimero, la Procalcitonina e l’albumina: “Grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, che ha elaborato questi parametri nelle cartelle cliniche esaminate – ha dichiarato Bellazzi – siamo in grado di intervenire per prevenire il peggio”. Tra gli istituti italiani aderenti al progetto, oltre ICS Maugeri S.p.A. (che ha messo a disposizione un laboratorio e le cartelle di 460 pazienti), Biomeris, IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano Foundation e l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Per maggiori informazioni:
https://www.repubblica.it/salute/2020/12/28/news/quei_dati_informatici_che_possono_salvare_la_vita_ai_malati_di_covid-19-279513972/

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