Andrea Prencipe: l’Università Luiss collabora con la Polizia per sensibilizzare i giovani sulla sicurezza stradale

Rendere i giovani coscienti dei rischi della guida, soprattutto in stato di ebbrezza: questo lo scopo dell’iniziativa organizzata dall’Università Luiss in collaborazione con la Polizia Stradale, in seguito alla firma del Protocollo d’Intesa volto a promuovere la guida responsabile. “L’abbiamo fatto con grandissimo piacere e grande interesse perché noi, come Luiss, educhiamo e formiamo futuri leader, ma soprattutto cittadini e cittadine”, ha evidenziato il Rettore Andrea Prencipe: “Come cittadini, ragazzi e ragazze devono essere educati alla cittadinanza”.

L’iniziativa si è avvalsa di strumenti tecnologici e interattivi che hanno creato un’esperienza originale e fuori dagli schemi: in particolare, i visori e i simulatori messi a disposizione dalla Polizia. “Con loro hanno esperito, hanno vissuto direttamente che cosa significa guidare in stato di ebbrezza attraverso tecnologie di simulazione molto interessanti, che ho provato anch’io: è stato un modo per capire e diventare sensibili a quelle che sono le problematiche che possono generare determinati comportamenti.”

L’esperienza, che ha avuto luogo prima dell’inizio del nuovo semestre, ha riscosso un grande successo tra gli studenti. “I ragazzi l’hanno accolta molto bene”, ha continuato il Rettore: “Devo dire anche che, dopo aver parlato con loro, oltre ad essersi, tra virgolette, divertiti, hanno compreso effettivamente quali sono i pericoli che si prospettano quando non si rispettano determinate regole e soprattutto non si mantengono determinati comportamenti.

Secondo Andrea Prencipe, educare alla guida sicura è infatti uno dei doveri educativi dell’Università, se questa vuole veramente formare i suoi studenti non solo come professionisti ma come individui. “Si tratta di un elemento di apprendimento esperienziale importante per quanto riguarda noi come educatori. Nello stesso tempo, ha posto i ragazzi di fronte a una sfida complessa, come molte altre sfide che i ragazzi devono affrontare. Per poterlo fare devono essere preparati: da qui il nostro ruolo di educatori, se vogliamo, a 360 gradi”.

Il Rettore ha poi proseguito con un’analisi sulle responsabilità dell’educazione, che non deve arroccarsi su schemi mentali statici, ma creare percorsi dinamici e modellati sui talenti dei singoli studenti: “Quindi riprendo un concetto che ha sottolineato la Preside della scuola di Caivano, ovvero “l’ingegno contaminerà il mondo”. L’importante è che durante l’intero percorso educativo, dalla scuola primaria fino alla scuola materna e addirittura fino all’Università, per noi educatori e docenti, dovremo essere in grado di stimolare questo genio, e far sì che i percorsi che creano diventino veri e propri viaggi personalizzati di ciascuno studente, di ciascuna studentessa.”

Ha sottolineato: “I nostri studenti, quando arrivano in Luiss, sono protagonisti del loro percorso scolastico, sono loro che devono scegliere. Non sono soltanto ricevitori di informazioni, ma sono proprio generatori di conoscenze. E da qui, devono anche abituarsi a pensare e a capire che la dinamica e il cambiamento sono così veloci e importanti che è necessario da parte loro continuare a sottolineare l’importanza dell’apprendimento”.

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