L’Italia senza lavoratori, Giampiero Catone: una crisi nazionale insostenibile per vari settori

L’emergenza legata alla mancanza di lavoratori sta diventando insostenibile per l’Italia. Dall’artigianato all’agricoltura, dal commercio alla sanità, diverse associazioni di categoria segnalano la grave carenza di manodopera qualificata, professionisti e lavoratori esperti, che sta trasformando il fenomeno in una vera e propria emergenza nazionale. Giampiero Catone ha approfondito il tema in un suo recente editoriale pubblicato sul quotidiano “La Discussione”.

Le richieste di intervento al Parlamento e al Governo si moltiplicano. Recentemente, è stata la volta della Cna e della Confagricoltura. Nel frattempo, l’associazione dei medici e dei dirigenti ospedalieri ha rivelato che entro il 2030 saranno in pensione 113.000 medici. Attualmente, in Italia ci sono solo 241.000 medici attivi, ma il 56% di loro ha più di 55 anni. Questi numeri testimoniano i gravi problemi che affliggono tutti i settori produttivi. “La carenza di personale rappresenta una grande emergenza per il sistema produttivo”, spiega Dario Costantini, Presidente della Cna.

Il 26 giugno, presso Palazzo Chigi, si è tenuto un confronto su lavoro e previdenza, temi strettamente legati. Senza lavoratori e stipendi non ci saranno contributi previdenziali sufficienti per far fronte ai crescenti costi degli assegni pensionistici.

Luglio porterà buone notizie per i pensionati, con un aumento dell’importo delle pensioni minime del 6,4% per gli ultra 75enni e dell’1,5% per gli altri, ma, al contempo, rappresenterà un costo per l’Istituto di previdenza. Il Governo ha quindi il compito di elaborare una riforma che parta dai giovani. Si dovrà evitare, scrive Giampiero Catone, quella “bomba sociale” evocata dal Presidente del Consiglio che ha indicato la direzione da seguire. “Lavoreremo per rafforzare il sistema previdenziale, con particolare attenzione alle pensioni future. Dobbiamo garantire la sostenibilità del sistema e prevenire l’insorgere di una bomba sociale”.

Il piano-giovani prevede una “staffetta generazionale”: il progetto potrà offrire agevolazioni per il riscatto della laurea, una copertura previdenziale adeguata per i lavoratori under 35 con carriere discontinue e, in caso di interruzione del lavoro, lo Stato interverrà con contributi figurativi. Si tratta di “una riforma che deve rispondere alla necessità di ripristinare il lavoro come valore non solo in termini di salari più alti e remunerativi ma assicurare alle future generazioni una previdenza soddisfacente”.

In questo scenario, il Governo ha la responsabilità di sostenere le imprese che vogliono assumere e formare i giovani. Alla drammatica diminuzione demografica e ai giovani laureati che fuggono verso Paesi europei in cerca di opportunità migliori, si aggiunge il triste primato europeo di giovani che né studiano né lavorano.

Oggi sono disponibili 2 milioni di posti di lavoro. “Se Governo e sindacati riusciranno nell’impresa di trovare una strategia virtuosa e lungimirante ci saranno garanzie e tutele presenti e future, ci saranno più professionisti, tecnici e lavoratori specializzati”, ha concluso Giampiero Catone, aggiungendo che “altrimenti saremmo costretti a rassegnarci nel vedere solo i numeri di un drammatico scollamento sociale e milioni di nuovi poveri”.

Per maggiori informazioni:

https://ladiscussione.com/252464/politica/italia-senza-piu-lavoratori-emergenza-insostenibile-per-artigianato-agricoltura-commercio-e-sanita/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

3 × 5 =