Il 23 maggio si è conclusa la XXXIV edizione del Salone Internazionale del Libro, la più grande fiera nazionale dell’editoria: tra incontri, firmacopie e dibattiti, sono stati numerosi gli autori che hanno raggiunto Torino per far conoscere al pubblico i loro ultimi lavori. Tra questi Andrea Prencipe, Rettore dell’Università Luiss Guido Carli, che insieme al giornalista e docente Luiss Massimo Sideri ha presentato il saggio “L’innovatore rampante. L’ultima lezione di Italo Calvino”, edito da Luiss University Press.
Le “Lezioni americane” di Calvino hanno per decenni ispirato scrittori e filosofi, ma anche politici e scienziati. Il volume contiene lezioni basate sui valori della letteratura ritenuti indispensabili per interpretare i cambiamenti del nuovo millennio. Tuttavia, è possibile ritrovare, nascosta tra le righe, un’altra lezione, quella sull’innovazione. È proprio questa la lezione che “L’innovatore rampante” prende in esame, riconoscendo a Calvino il merito di aver intuito con largo anticipo alcune caratteristiche della rivoluzione digitale. “L’innovazione è contraddizione – ha spiegato Andrea Prencipe – l’innovazione è tensione tra leggerezza e pesantezza o gravità, tra esattezza e inesattezza, tra rapidità e lentezza. Ecco, tutte queste dimensioni contrarie o opposte si ritrovano quando si fa innovazione, non soltanto quando la si studia, ma soprattutto quando la si fa. Per questo nel libro riportiamo una serie di casi di storia dell’innovazione per far riflettere sia chi fa innovazione, sia chi dovrebbe creare le condizioni per l’innovazione”. Secondo Calvino, le proposte per il nuovo millennio possono esprimersi appieno solo se considerate insieme ai loro opposti. La validità delle argomentazioni delle proposte per il nuovo millennio rappresenta una chiave di lettura del concetto di innovazione che è sinonimo di cambiamento di natura tecnologica, organizzativa, metodologica in grado di generare valore economico, finanziario e sociale. Per generare innovazione è fondamentale intersecare culture diverse: “Se ci pensiamo bene oggi parliamo di interdisciplinarità – ha aggiunto Massimo Sideri – ed è esattamente questa la lezione, non dico occulta, ma un po’ nascosta tra le righe di Calvino: il fatto che bisogna allontanarsi dall’idea che le culture siano dei silos a tenuta stagna. In realtà abbiamo bisogno di tutti gli elementi culturali per poter interpretare la realtà e non venirne schiacciati”.
Nulla più dell’innovazione è una tensione tra opposti, all’apparenza irrisolvibile, che diventa l’impulso per il futuro. “È una chiave di lettura – ha concluso Andrea Prencipe – per interpretare il reale proiettandolo nel futuro”.
Per maggiori informazioni:
https://www.askanews.it/cultura/2022/05/20/innovare-oggi-dalle-lezioni-americane-di-calvino-al-futuro-pn_20220520_00160/
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